1. L’importante è adesso. ♥

    'Sono quasi arrivato a casa con ancora in testa le parole di Marianna quando un urlo attira la mia attenzione. Sono le dieci passate, pioviggina e fa freddo. Vorrei solo chiudermi in casa e annullarmi davanti alla televisione, ma la mia naturale predisposizione a cacciarmi in situazioni del cazzo mi impedisce di ignorare quell'urlo. Provo a camminare nella direzione da cui mi pare di averlo sentito, finchè arrivo nel piccolo giardinetto di fronte a casa.
    - Giacomo, sei tu? - grida una voce proveniente da vicino un cespuglio. Il giardinetto non è illuminato e i lampioni della strada lo rischiarano appena.
    - Viola, che c’è? Eri tu?
    - Freddy ha una crisi!
    - Freddy? Ma cosa ci fai qui con Freddy?!
    - Senti, te lo spiego dopo. Fai qualcosa, tu che riesci a calmarlo.
    - Ma come faccio? Non lo vedo nemmeno!
    - È lì, in mezzo al cespuglio. Si é bloccato lì.
    Mi inginocchio per guardare dentro il cespuglio e vedo gli occhi sbarrati e terrorizzati di Freddy che guardano nel vuoto.
    - Freddy! - lo chiamo, ma lui nemmeno si gira.
    - Freddy! - insisto, ma niente.
    Cerco di avvicinarmi a lui scostando i rami del cespuglio bagnati dalla pioggia. Freddy è fermo, immobile, appena scosso da un breve tremolio. Gli appoggio una mano sulla testa e sento che è bollente. Provo a tirarlo verso di me per il collare ma è inutile, sembra inchiodato al suolo.
    - Fai come l’altra volta - dice Viola. - Parlagli.
    - Voglio prima tirarlo fuori da qui.
    - Non ci riesci, è impossibile, ci ho provato anch’io.Mi inginocchio nel fango. Sento l’acqua passarmi attraverso i jeans. Con entrambe le mani lo prendo per i fianchi e lo tiro verso di me, ma a malapena riesco a spostarlo di qualche centimetro.
    - Dai Freddy, cazzo!
    - Parlagli - insiste Viola.
    - Dai Freddy, andiamo a casa, al caldo - comincio io incerto. - Lo sai che è solo un momento, che poi passa tutto, devi solo resistere un pò e stringere i denti.
    Piove sempre più forte. Sento le ginocchia affondare nel fango. Viola è in piedi accanto a me, sotto l’ombrello. Anche questa volta mi sento un perfetto idiota a parlare con un cane con gli attacchi di panico, ma a quanto pare non ho altra scelta.
    - Adesso ti sembra di non poterne uscire, ti sembra così ma non è vero. Il dolore passa, tutto passa, e tu devi solo lasciarlo andare, così la prossima volta sarai più forte e non avrai più paura. Adesso non devi pensare al motivo per cui stai male, non serve a niente.
    Sento i muscoli del collo di Freddy che cedono leggermente.
    - Non sei solo Freddy, vedi, ci siamo qui io e Viola, e tu puoi lasciarti andare, perchè ci siamo noi a prenderti, e domani sarà un altro giorno e tu potrai cambiare tutto, non starai male ler sempre, anche se adesso ti sembra così.
    Ho gli abiti zuppi d’acqua. La pioggia mi scivola sulla fronte, mi cola lungo la schiena.
    - Dai, vai avanti - sussurra Viola.
    - Chi se ne frega di tutto, Freddy. Di quello che è successo, del passato, a te adesso sembra tutto uguale ma un sacco di cose sono cambiate,e possono cambiare ancora.
    La cantilena delle mie parole comincia a fare effetto e all’improvviso le zampe posteriori di Freddy cedono e si accasciano nel fango. Anche questa volta, come le altre, non ho idea di quello che sto dicendo. È come un flusso di coscienza. Le parole scivolano fuori dalla mia bocca senza che io possa filtrarle.
    - Pensa a una cosa felice, c’è sicuramente almeno una cosa felice, qualcosa a cui tieni e che non vuoi perdere, lensa a qualcosa che ti ha fatto stare bene nelle ultime settimane. Se ti guardi alle spalle c’è di sicuro, questo momento passerà e poi ti ritroverai solo con quello che vuoi, con quello che è veramente importante per te.
    Ormai sono completamente fradicio. Il cane sta per cedere. Il problema è che adesso sto per crollare anch’io. All’improvviso mi sbilancio in avanti verso Freddy e per poco non finisco con la faccia nel fango. Fortunatamente riesco a fermarmi aggrappandomi a un ramo, anche se così facendo una spina mi penetra in profondità in un dito. Sento un dolore preciso e acuto, sento il dito pulsare mentre il sangue fuoriesce mescolandosi con la pioggia.
    - Ehi, tutto a posto? Ti sei graffiato?
    Mi giro e vedo Viola accanto a me. La scarsa luce dei lampioni le illumina il viso. Ha gli occhi lucidi e una strana tristezza mista a una nuova felicità dipinta sul volto. È un sorriso che si fa largo in mezzo alle lacrime, anche se non so se sono le lacrime o la pioggia a rigarle il volto.

                                  ….

    - Ho incontrato Marianna. Con lei ho cominciato a parlare, non subito, perchè lo sai cosa penso di quelle persone, anche se forse ho cambiato idea.
    - E Marianna cosa c’entra?
    - Mi ha fatto capire una cosa.
    - Addirittura?
    - Perchè? Ti sembra tanto strano?
    - Ero convinto che la ritenessi una fricchettona.
    - È una fricchettona, e io sono una casinista e tu, tu sei un pò sfigato.
    - Grazie.
    - Non hai capito. Questo è quello che pensavo e lei mi ha fatto capire che le cose cambiano in continuazione. Adesso è così, ieri era così e domani è un’altra cosa. E tu devi lasciare che le cose cambino. Oggi stai di merda, ma oggi è solo oggi. E quando lasci andare le cose ti accorgi che tante di quelle che credevi di volere in realtà non le volevi affatto, oppure erano già lontane e tu eri aggrappato al niente. Me l’hai detto anche tu, no? Quando facevi finta di parlare col cane e in realtà parlavi con me.
    La mia memoria corre veloce all’episodio a cui fa riferimento Viola e provo a ripensare a quello che avevo detto a Freddy, mentre era paralizzato in mezzo al cespuglio. È possibile, sì è possibile che io gli abbia detto qualcosa del genere, ma di certo non stavo pensando a Viola. O forse sì?
    - Anche tu mi hai fatto capire delle cose. Si vede che la tua tecnica per calmare Freddy funziona anche con gli umani.
    Sorrido. Non voglio godermi dei complimenti che evidentemente non mi merito, ma penso che se lei ha interpretato in questo modo le mie parole, e se questa cosa le ha fatto bene,non c’è motivo di farle cambiare idea.
    - E poi ho capito la cosa più importante. Che quando perdi perdi.
    - Cioè?
    - Ogni tanto perdi. E non è che ci sono giustificazioni o che altro. Ogni tanto perdi e basta. ‘

    11 months ago  /  0 notes

  2. Fuck. ♥

    1 year ago  /  0 notes

  3. Emiss ♥

    'Ricordo il nostro primo appuntamento, ero felice, tu con lo smalto rosso, io le mani sporche di vernice.
    Il primo ”ti amo” detto su quel letto cigolante tutto perfetto e noi al centro di quella cornice e per un pò c’é solo il volersi bene
    é il classico periodo in cui va tutto a gonfie vele le tue smorfie sceme, mi facevano sorridere poi quelle smorfie si son fatte serie e tu ti sei fatta impossibile
    mille progetti, andare a convivere, chissà dove e riuscivamo pure a crederci, chissà come adesso che i progetti stanno in un cassetto dove c’é quel che non ho fatto e quel che non ti ho detto
    e quello che ho scelto non é che questo
    disintossicarmi da te e stare solo con me stesso e a volte ho pensato di riprovarci
    ma quella neve ormai si é fatta fango ed é troppo tardi
    E ora non ci penso più (e non ci penso più)
    e ora piangi solo tu (soltanto tu)
    e ora non mi sento giù
    ci sono solo per me (non ci sono ne per te ne per gli altri)
    e ora non ci penso più (e non ci penso più)
    e ora piangi solo tu (soltanto tu)
    e ora non mi sento giù
    ci sono solo per te (non ci sono ne per te ne per gli altri)
    E adesso non ti sento più
    vuoi questo, l’hai detto tu quel coglione non lo ami, mi chiami e io metto giù non ti accetto su facebook e myspace e se ti senti giù non ci sono più io a dirti “che hai? Ehi”
    non pensavo di arrivare a tanto o forse non pensavo affatto non ci pensavo ad un altra al mio fianco
    poi ne è arrivata una, poi due, poi tre e per un anno ne ho scoperte 200 pensando a te
    non sei ciò che fa per me
    me ne son fatto una ragione ormai non ha alcun peso dedicarti una canzone fa parte della mia passione ammettere che tu eri la passione che faceva parte del mio essere
    e certe lettere me le ricordo ancora con quella scrittura da bambina e una cultura da signora e ora non c’é più rancore e nonostante tutto credo ancora nell’amore nonostante ho i cerotti sul cuore
    E ora non ci penso più (e non ci penso più)
    e ora piangi solo tu (soltanto tu)
    e ora non mi sento giù
    ci sono solo per me (non ci sono ne per te ne per gli altri)
    e ora non ci penso più (e non ci penso più)
    e ora piangi solo tu (soltanto tu)
    e ora non mi sento giù
    ci sono solo per me (non ci sono ne per te ne per gli altri)
    e ora non ci penso più (e non ci penso più)
    e ora piangi solo tu (soltanto tu)
    e ora non mi sento giù
    ci sono solo per me (non ci sono ne per me ne per gli altri)
    e ora non ci penso più (e non ci penso più)
    e ora piangi solo tu (soltanto tu)
    e ora non mi sento giù
    ci sono solo per me (non ci sono ne per me ne per gli altri)’


    Neve e fango - Emis Killa ♥

    (♥)

    1 year ago  /  0 notes